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La
città di Teramo ha origini antichissime: non è possibile
stabilirne con certezza la data di fondazione, tuttavia il
ritrovamento di corredi funerari simili a quelli di alcune tombe
protostoriche picene, testimonia la sua esistenza in età
preromana. Secondo
alcuni storici la sua fondazione è dovuta ai Fenici che, giunti
nel territorio dove oggi sorge Teramo, e che chiamarono "Petrut"
cioè "luogo elevato circondato dalle acque",
fondarono un emporio commerciale che con il tempo divenne un
centro di riferimento per le popolazioni pretuziane.
Capitale
del Pretutium con il nome di Interamnia Praetutiorum ( per
distinguerla da Interamnia Nahars - l'attuale Terni - e da
Interamnia Lirinas) , godette
di una
relativa indipendenza dai Romani fino al III sec. A.C. quando fu
assoggettata da Silla e successivamente trasformata da
municipio in colonia. L'imperatore
Cesare Augusto la inserì nella
V regione
romana e sotto l'imperatore Adriano la città, che già aveva
tratto vantaggio dalla conquista romana grazie ai collegamenti
con Roma tramite le strade consolari, conobbe un periodo di
grande splendore che portò alla realizzazione, di alcuni
templi, del teatro e dell'anfiteatro. Nel
410 D.C. (anno del sacco di Roma) i Visigoti invasero la zona
del Picenum e Interamnia fu praticamente rasa al suolo.
Ricostruita nel 568, fu conquistata dai Longobardi.
Sotto la
dominazione longobarda fu annessa al Ducato di Spoleto con i
nomi, in successione, Aprutium (Ad Praetutium),di Interamnia e
di Teramum. Conquistata
e perduta più volte dai Normanni andò poi soggetta ad una
dominazione vescovile. Nel
1234 Federico II di Svevia ripartì il Regno di Sicilia in nove
Giustizierati e Teramo fu annesso a quello referente a Sulmona.
Al
prospero periodo della dominazione vescovile, di cui è
testimonianza la costruzione di importanti monumenti (ad esempio
la nuova Cattedrale) seguirono anni difficili, caratterizzati da
calamità (terremoto del 1380), brigantaggio e guerre civili tra
le fazioni facenti capo alle famiglie Melatino e De Valle.
Alla fine
del XIV secolo Teramo passò sotto la Signoria degli Acquaviva
che riuscirono a sedare, temporaneamente le, ormai centenarie,
lotte intestine. Tali
ostilità ripresero, tuttavia, nel secolo successivo. Questo
periodo, ad ogni modo, fu, nel complesso, improntato ad un
grande fermento artistico che portò alla realizzazione di opere
notevoli come il Paliotto d'argento di Nicolò Da Guardiagrele.
Negli
ultimi anni del XVI secolo la città fu occupata dai Francesi,
per poi, in seguito, tornare in possesso degli Spagnoli e di qui
seguire le sorti del Regno delle Due Sicilie.
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