|
Un’attesa
durata 388 giorni. Più di un anno trascorso tra timori,
difficoltà e speranze. Speranze che si sono
concretizzate, ieri sera, con la riapertura del santuario
della Madonna della Libera. Una giornata di festa, di
grande partecipazione, ma anche di commozione per migliaia
di fedeli arrivati da tutti i paesi della Valle Peligna.
Ad aprire la solenne cerimonia di inaugurazione del
santuario, di nuovo agibile dopo il terremoto dello scorso
sei aprile che lo aveva pesantemente danneggiato, la
processione dei mazzieri vestiti d’azzurro. In attesa,
sul sagrato della chiesa, il vescovo, monsignor Angelo
Spina e il
parroco, don Vito Torrano. “Oggi è un grande giorno”
ha detto il parroco. “Sono trascorsi 388 giorni da
quando il santuario è stato dichiarato inagibile e quindi
chiuso. Oggi questa chiesa, orgoglio dei Pratolani e dono
di Dio, viene riaperta. E’ stato un anno difficile.
Pratola sembrava morta, perché il santuario è la vita
stessa dei Pratolani. Ricordo la nostra “vita di
nomadi”, con le celebrazioni liturgiche spostate prima
in piazza Nazario Sauro, poi sotto
il tendone, al teatro D’Andrea,
all’oratorio”. Don Vito ha quindi ringraziato
tutti coloro che si sono adoperati per rendere possibile
la riapertura del santuario. Per far questo, infatti, è
stato necessario un intervento
di messa in sicurezza: è stata rinforzata la cupola,
duramente colpita dal sisma, e sono state puntellate le
due navate laterali, tuttora chiuse. Lavori, realizzati su
progetto, redatto gratuitamente dall’ingegnere Paolo
Petrella, per un ammontare di circa 140 mila euro. Cifra
raccolta grazie alla generosità dei devoti, dei Pratolani
e della Banca di Credito Cooperativo. Il grazie del
parroco è poi andato al comitato per la messa in
sicurezza e ristrutturazione", del santuario della
Madonna della Libera presieduto dall'avvocato Enzo
Margiotta. Al grazie di don Vito si è unito anche il
sindaco, Antonio De Crescentiis. “Sono emozionato e
orgoglioso” ha detto dal sagrato della chiesa “di
rappresentare un paese che con la sua tenacia ha reso
possibile questo momento ed è per questo che voglio
ringraziare tutti. Con la riapertura del santuario torna a
pulsare il cuore di Pratola”. Per sistemare tutta la
chiesa ci vorrà ancora molto lavoro, oltre ad un cospicuo
finanziamento. La cifra si aggira intorno al milione e
mezzo di euro. Il sindaco ha annunciato il possibile
arrivo di un finanziamento dal Senato di 250mila euro. Si
attende ora una l’emanazione del decreto di
assegnazione. Intanto, ieri, le campane sono tornate a
suonare. Alle 19 il primo rintocco. Su un cuscino rosso,
le chiavi della chiesa. Don Vito e la “mastra” della
festa della Madonna della Libera, Eleonora Silvestri, le
consegnano nelle mani del vescovo Angelo Spina. Apre il
portone della chiesa e un lungo applauso scandisce il
momento. “L’inaugurazione di una chiesa” ha detto il
presule “è sempre un segno di speranza e la riapertura
di questo santuario è un momento di commozione e di gioia
perché la chiesa della Madonna della Libera è cuore
della devozione mariana non solo della Valle Peligna, ma
anche di tanti pellegrini che vengono qui da fuori
regione. E' il punto intorno a cui questo paese ritrova la
propria identità di comunità”. Il cammino è ancora
lungo, ma, per ora, un primo, importante passo è stato
compiuto. E la Madonna della Libera è di nuovo nel suo
santuario.
|