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Natale
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Origini storiche e tradizioni dell'Epifania |
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L'Epifania
è una delle principali feste religiose dell’anno, che la
Chiesa cattolica festeggia dodici giorni dopo il Natale, il
6 gennaio.
Questo vocabolo deriva dal greco Eptfaneia cioè
"manifestazione", assumendo nella tradizione cristiana il
significato del primo manifestarsi dell’umanità e divinità
di Gesù Cristo ai Re Magi.
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Il Medioevo con il suo amore per lo sfarzo e il pittoresco
celebrava la festa dei tre re magi con grande solennità. La
loro vicenda era recitata rappresentandoli prima come magi,
membri di un rispettato sacerdozio, poi come consiglieri di
re, tutori di principi, abili astrologi e interpreti di
sogni ed, infine, come re con la loro offerta di oro,
incenso e mirra. Quel poco che si sapeva di loro offriva del
materiale suggestivo per la rappresentazione: la loro
chiamata, la loro peregrinazione nel deserto al seguito
della stella, la loro detenzione ad opera di Erode, la loro
adorazione di Gesù Bambino, il loro ritorno a Babilonia e in
Persia e la successiva conversione dei loro popoli al
cristianesimo.
Un'altra tradizione tipica di questa festa diffusa
soprattutto in Germania e in altri paesi europei è il "canto
della stella". Tre giovani, vestiti con colori sgargianti e
accompagnati da una persona che porta una stella, vanno di
casa in casa cantando. In cambio dei loro canti ricevono
qualche piccola ricompensa. In molte località questi giovani
sono chierichetti che in tal modo vengono ricompensati per
il servizio svolto durante la Messa.
L'Epifania è una grande festa specialmente nei paesi di
lingua spagnola. Le cose hanno un aspetto diverso: il
Bambino Gesù nella mangiatoia ha ora una piccola corona
d'oro e indossa vestiti regali. Le statuine dei re magi
hanno raggiunto Betlemme completando la scena della
natività. A ricordo del battesimo nel Giordano in molte
chiese viene ancora fatta la benedizione dell'acqua. Quest'"acqua
dei tre re" viene poi usata per benedire le case il giorno
successivo.
Secondo un'usanza dell'Europa centrale i sacerdoti possono
benedire pezzetti di gesso che ogni famiglia userà per
scrivere i nomi dei tre magi sulla porta di casa, come
manifestazione della loro fede cristiana e come protezione
contro il potere del male.
L'usanza di benedire la casa probabilmente è sorta facendo
riferimento alle parole del Vangelo " ... Ed entrando
nella casa trovarono il Bambino con Maria sua Madre e
inginocchiatosi lo adorarono". Il sacerdote benedice la
casa oppure, in mancanza, può farlo il capofamiglia. Egli
guida la famiglia e gli eventuali ospiti di stanza in stanza
benedicendone ognuna e scrivendo le iniziali dei tre magi (Caspare,
Melchiorre e Baldassarre) sulle porte con il gesso
precedentemente benedetto. Le porte sono così segnate:
20 + C + M + B + 04
Le iniziali sono separate da crocette e le cifre
rappresentano l'anno. Le iniziali CMB stanno anche per le
parole "Christus Mansionem Benedicat" che significano
"Possa Cristo benedire questa casa". L'iscrizione
sopra l'ingresso della nostra casa dovrebbe ricordarci che
dovremmo stare con Cristo e andare a Lui in ogni nostro
andare e venire.
Solitamente viene cucinato un dolce o pane detto "della
dodicesima notte" e i "tre re" sono invitati: possono essere
altri membri della famiglia o altri ospiti. Se sono più
anziani possono venire coinvolti nella benedizione della
casa marcando le loro iniziali sulle porte. I bambini
possono prepararsi all'arrivo dei re creando corone e
mantelli regali da indossare. |
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La tradizione della Befana è, invece, esclusivamente
italiana.
Non si sa in
quale città o regione italiana sia "nata", ma di essa si è
incominciato a parlare nel milleduecento.
La Befana
viene descritta come una vecchietta, brutta e magra, vestita di
nero con un fazzoletto in testa, piedi magri e le calze e
le scarpe rotte e bucate, con un grosso dito che esce fuori
dalla scarpa.
La befana è conosciuta dai bambini perché
nella
notte
tra il 5 e il 6 gennaio, a cavalcioni di una scopa, sotto il
peso di un sacco stracolmo di doni, cioccolatini e caramelle
(sul cui fondo non manca mai anche una buona dose di cenere e
carbone), passa sopra i tetti e calandosi dai camini riempie le
calze lasciate appese;
i doni sono
per i bambini buoni, mentre per chi e' stato cattivo ha solo
carbone e aglio.
Questi, da parte loro, preparano per la buona vecchia, in un
piatto, un mandarino o un’arancia e un bicchiere di vino. Il
mattino successivo insieme ai regali troveranno il pasto
consumato e l’impronta della mano della Befana sulla cenere
sparsa nel piatto
ll nome "befana", è la versione popolaresca del termine greco
"epifania"che
appare dall'alto. Non è chiaro il rapporto che c'è tra la vecchietta
che porta i doni e la festa cristiana dell'Epifania.
La befana potrebbe avere una qualche parentela con la "vecchia"
che si brucia in piazza per festeggiare la fine dell'anno: un
simbolo della ciclicità del tempo che continuamente finisce e
ricomincia. E' un simbolo antico e pagano. La figura della
"vecchia" è diffusa solo in Italia, anche se è una tradizione
dei popoli celtici. I Celti celebravano riti durante i quali
grandi fantocci di paglia venivano dati alle fiamme per onorare
divinità misteriose.
Forse, la vecchietta rappresenta l’anno vecchio che, dopo le
feste del periodo natalizio, se ne va lasciando dei doni.
A questo proposito esiste ancora un detto:
"L’Epifania tutte le feste porta via". |
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Leggenda della Befana
I Re Magi stavano andando a Betlemme per rendere omaggio al
Bambino Gesù.
Giunti in prossimità di una casetta decisero di fermarsi per
chiedere indicazioni sulla direzione da prendere. Bussarono alla
porta e venne ad aprire una vecchina.
I Re Magi chiesero se sapeva la strada per andare a Betlemme
perchè là era nato il Salvatore. La donna che non capì dove
stessero andando i Re Magi, non seppe dare loro nessuna
indicazione. I Re Magi chiesero alla vecchietta di unirsi a
loro, ma lei rifiutò perchè aveva molto lavoro da sbrigare.
Dopo che i tre Re se ne furono andati, la donna capì che aveva
commesso un errore e decise di unirsi a loro per andare a
trovare il Bambino Gesù.
Ma nonostante li cercasse per ore ed ore non riuscì a trovarli e
allora fermò ogni bambino per dargli un regalo nella speranza
che questo fosse Gesù Bambino.
E così ogni anno, la sera dell' Epifania lei si mette alla
ricerca di Gesù e si ferma in ogni casa dove c'è un bambino per
lasciare un regalo, se è stato buono, o del carbone, se invece
ha fatto il cattivo. |
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