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In
alcune famiglie, almeno quelle che hanno il camino, si usa
ancora bruciare “Lu ticchie”, un robusto ceppo di buona
legna e lasciarlo ardere per tutta la notte di Natale. Il ceppo
di antica usanza pagana, si richiama al valore purificatorio del
fuoco, con esso si brucia il vecchio anno con tutti i suoi guai
ed i suoi dolori.
Nel
rituale natalizio il significato è diverso. Oltre a
simboleggiare la conclusione dell’anno solare, il ceppo che
brucia, sta a significare la distruzione del peccato originale.
Usanza voleva che fosse il più anziano della famiglia a
collocare il ceppo sul focolare, poi appena cominciava ad ardere
versava un pò di vino sul tronco, in ricordo del sangue di
Cristo. Vicino al ceppo si mettevano anche dei soldi, da dare ai
bambini dopo la recita della poesia di Natale. Anticamente le
ceneri del ceppo ed il carbone, venivano sparse sulla soglia di
casa oppure interrate in campagna per augurare buon raccolto.
Anche
l’albero di Natale è un usanza antica, simboleggia l’inizio
del nuovo anno ed aveva significato di buon auspicio per un
raccolto abbondante. Era in uso nei popoli del nord Europa, allo
scopo di tenere sempre in buona vista il suo verde e sentire il
suo aroma, segno di vita perenne. L’introduzione
dell’albero in Italia è recente, fine ottocento.
Una volta su
di esso si appendevano mele mature, arance ed anche ostie
eucaristiche. Ora l’usanza
è cambiata e si preferisce appendere doni.
Di
antica tradizione anche il vischio, che cresce sulla corteccia
di alcuni alberi.
Gli antichi popoli, pensavano
fossero gocce di sole. A raccogliere il vischio erano sacerdoti
con lame consacrate, stando
ben attenti a non contaminarlo, facendogli
toccare terra. A ben
guardare poco dopo la sua recisione,
il vischio diventa dorato.
Come
pura usanza cristiana nasce il presepe. Fu S.Francesco, di
ritorno da un viaggio in Terra Santa, ad allestire nel bosco di
Greccio, nel reatino, suo eremo, nel 1223 la prima
rappresentazione natalizia.
Fu
evento storico oltre che artistico. A cominciare da Giotto molti
pittori rappresentarono la Natività di Gesù. La parola
Presepio o Presepe, significa davanti al chiuso, davanti alla
stalla.
A
diffondere maggiormente l'uso del presepe furono i francescani, i
domenicani, i gesuiti.
Dal presepe nasce la tradizione di Gesù
bambino portatore di doni, come Santa Claus (Babbo Natale),
Santa Lucia (Nord Europa) la Befana per i più piccini. Tra
adulti si usa scambiare le strenne di Natale. La parola deriva
da Strenìa, dea sabina. Difatti Tazio, Re sabino, pare usasse
donare per il nuovo anno, i rami sacri tagliati dal bosco di
Strenìa, vicino la via sacra.
I romani usavano regalarsi
ramoscelli di ulivo, alloro, fichi e miele, alle calende di
gennaio, per augurarsi un dolce anno. Fu l’Imperatore Augusto
a sostituire questi doni con oggetti di valore e denaro spesso
accompagnati da biglietti augurali o scherzosi. |