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61a edizione del Presepe Vivente di Rivisondoli

L'appuntamento è per il 5 gennaio 2012 alle ore 18:00 nella Piana di Pie' Lucente (ingresso del paese).

Scelta la Madonnina del Presepe vivente di Rivisondoli
Il bambinello, come tradizione vuole, sarà l'ultimo nato del paese, al suo fianco, nel ruolo di San Giuseppe, per la prima volta nella storia della rappresentazione vivente, ci sarà il suo vero padre

Rivisondoli (L'Aquila), 9 dic.2011 - (Adnkronos) - Si chiama Caterina Fioritti, ha 17 anni viene da Gualdo Tadino (Perugia) ed e' studentessa del terzo anno dell'Istituto tecnico commerciale di Gualdo. La giovane che impersonera' il ruolo della Madonnina nella 61/a edizione del Presepe vivente di Rivisondoli. Umbre anche la madonna dell'Annunciazione e l'Angelo della Capanna, rispettivamente, Ilaria Giontella 20 anni di Montecastello di Vibio e Jessica Gabbarelli, 27 anni di Assisi.

Una scelta mirata da parte degli organizzatori che, dopo il gemellaggio con Greccio dello scorso anno, prosegue nel percorso di carita' e di preghiera di San Francesco. Fu il Santo di Assisi l'ideatore del primo presepe vivente che realizzo' proprio a Greccio nel 1223. Il bambinello, come tradizione vuole sara' l'ultimo del paese: Christian D'Amicone di solo quattro mesi. Al suo fianco, nel ruolo di San Giuseppe e per la prima volta nella storia del Presepe vivente di Rivisondoli, ci sara' il suo vero padre Vito D'Amicone di 64 anni.

E' stato il sindaco Roberto Ciampaglia a volere fortemente questa novita' per festeggiare con l'intero paese un evento straordinario che ha permesso a Vito D'Amicone e a sua moglie Angela Palumbo che ha 57 anni, di coronare il loro sogno d'amore con la nascita di Christian.La rappesentazione della nativita' di Rivisondoli che anche in questa occasione non manchera' la sera del 5 gennaio 2012 di richiamare migliaia di turisti e curiosi proventienti da ogni parte dell'Abruzzo ma anche dalla regioni vicine sopratutto dalla Campania e' senza dubbio l'evento di maggior interesse delle manifestazioni natalizie abruzzesi.

Rivisondoli "il paese del presepe vivente"

 

Correrva il secolo tredicesimo quando a Greccio, tra i monti Sabini, Francesco di Assisi allestì il primo Presepe, una rivisitazione, si direbbe oggi, della Natavità. In realtà, la Natività rivissuta nella purezza mistica e nella fede. 

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Era il 1951, quando tra i monti dell'Altopiano delle 5 Miglia, a Rivisondoli, allora villaggio di poveri pastori, nacque il PRESEPE VIVENTE.

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La zona era ancora assopita tra le piaghe e le rovine della guerra, passata da quelle parti, con brutale violenza. 

Un gruppo di persone del posto scelse un edificio sventrato dalle bombe, e fu la Stalla. Protagoniste della Natività da rivivere, furono due ragazze scampate all'eccidio nazista della vicina Pietransieri 

di Roccaraso. Dall'odio, rinasceva l'amore, nel nome di Gesù Bambino.

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Siamo oggi alla cinquantunesiama edizione, con varie centinaia di personaggi che rivivono la Natività in un clima originale, sullo sfondo dell'antica Rivisondoli (oggi un moderno e bellissimo centro turistico).

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Una Betlemme tra le nevi e il gelo dell'Epifania a 1370 metri di altitudine, un appuntamento per decine di migliaia di persone tra luci e telecamere. L'esteriorità è cambiata, lo spirito è sempre il medsimo, garantiscono gli organizzatori, che lavorano un anno per la sacra rappresentazione dell'Epifania.

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Chi assiste al Presepe Vivente di Rivisondoli, incurante del freddo terribile (lassù il termometro non scherza...) e della folla immensa, soggiace al senso di pace spirituale che la rappresentazione sa suscitare in chiunque, fede a parte.

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Il messaggio evangelico non ha bisogno di traduttori: come la musica, è forse la sola "lingua" per comprendersi in ogni angolo del mondo. Il balzo attraverso i secoli, dal primo Natale ad oggi, si compie in un attimo, il tempo non ha senso.

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Il bisogno di pace, di ritrovarsi, di spiritualità, che l'aridità del mondo attuale accentua in ognuno, a Rivisondoli è Dio che si fa Uomo, tra i monti abruzzesi come a Nazareth, tra splendidi affreschi quattrocenteschi, nebbie, boschi, sentieri pastorali, Magi improbabili, fanciulli, greggi. Gesù torna tra gli uomini in questo angolo di mondo, come fece 2002 anni fa in un altro.

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Gli uomini sono gli stessi, l'ansia di divino, di pace, 

di purezza, è certo molto più grande. 

Rivivere quella natività è, oggi, cercare il messaggio

di Cristo con disperazione. Le rovine della guerra di 

allora sono, forse, meno drammatiche delle rovine 

morali di oggi.

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Ecco il valore del Presepe Vivente di Rivisondoli, 

non l'unico in Abruzzo e in Italia, ma il solo, ancora, 

a trasmettere un messaggio perenne e ogni anno più atteso.

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