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Rivisondoli (L'Aquila), 9 dic.2011 - (Adnkronos) - Si chiama Caterina Fioritti,
ha 17 anni viene da Gualdo Tadino (Perugia) ed e' studentessa del terzo anno
dell'Istituto tecnico commerciale di Gualdo. La giovane che impersonera' il
ruolo della Madonnina nella 61/a edizione del Presepe vivente di Rivisondoli.
Umbre anche la madonna dell'Annunciazione e l'Angelo della Capanna,
rispettivamente, Ilaria Giontella 20 anni di Montecastello di Vibio e Jessica
Gabbarelli, 27 anni di Assisi.
Una scelta mirata da parte degli organizzatori che, dopo il gemellaggio con
Greccio dello scorso anno, prosegue nel percorso di carita' e di preghiera di
San Francesco. Fu il Santo di Assisi l'ideatore del primo presepe vivente che
realizzo' proprio a Greccio nel 1223. Il bambinello, come tradizione vuole sara'
l'ultimo del paese: Christian D'Amicone di solo quattro mesi. Al suo fianco, nel
ruolo di San Giuseppe e per la prima volta nella storia del Presepe vivente di
Rivisondoli, ci sara' il suo vero padre Vito D'Amicone di 64 anni.
E' stato il sindaco Roberto Ciampaglia a volere fortemente questa novita' per
festeggiare con l'intero paese un evento straordinario che ha permesso a Vito
D'Amicone e a sua moglie Angela Palumbo che ha 57 anni, di coronare il loro
sogno d'amore con la nascita di Christian.La rappesentazione della nativita' di
Rivisondoli che anche in questa occasione non manchera' la sera del 5 gennaio
2012 di richiamare migliaia di turisti e curiosi proventienti da ogni parte
dell'Abruzzo ma anche dalla regioni vicine sopratutto dalla Campania e' senza
dubbio l'evento di maggior interesse delle manifestazioni natalizie abruzzesi.
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Correrva
il secolo tredicesimo quando a Greccio, tra i monti Sabini,
Francesco di Assisi allestì il primo Presepe, una
rivisitazione, si direbbe oggi, della Natavità. In realtà, la
Natività rivissuta nella purezza mistica e nella fede.
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Era il
1951, quando
tra i monti dell'Altopiano delle 5 Miglia, a Rivisondoli, allora
villaggio di poveri pastori, nacque il PRESEPE VIVENTE.
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La
zona era ancora assopita tra le piaghe e le rovine della guerra,
passata da quelle parti, con brutale violenza.
Un
gruppo di persone del posto scelse un edificio sventrato dalle
bombe, e fu la Stalla. Protagoniste della Natività da rivivere,
furono due ragazze scampate all'eccidio nazista della vicina
Pietransieri
di Roccaraso. Dall'odio, rinasceva l'amore, nel
nome di Gesù Bambino.
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Siamo
oggi alla cinquantunesiama edizione, con varie centinaia
di personaggi che rivivono la Natività in un clima originale,
sullo sfondo dell'antica Rivisondoli (oggi
un moderno e bellissimo centro turistico).
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Una
Betlemme tra le nevi e il gelo dell'Epifania a 1370 metri di
altitudine, un appuntamento per decine di migliaia di persone tra luci e telecamere. L'esteriorità è cambiata, lo
spirito è sempre il medsimo, garantiscono gli organizzatori, che
lavorano un anno per la sacra rappresentazione
dell'Epifania.
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Chi
assiste al Presepe Vivente di Rivisondoli, incurante del
freddo terribile (lassù il termometro non scherza...) e
della folla immensa, soggiace al senso di pace spirituale che
la rappresentazione sa suscitare in chiunque, fede
a parte.
...
Il
messaggio evangelico non ha bisogno di traduttori: come
la musica, è forse la sola "lingua" per
comprendersi in
ogni angolo del mondo. Il balzo attraverso i secoli, dal
primo Natale ad oggi, si compie in un attimo, il tempo non
ha senso.
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Il bisogno di pace, di ritrovarsi, di spiritualità,
che l'aridità del mondo attuale accentua in ognuno, a
Rivisondoli è Dio che si fa Uomo, tra i monti abruzzesi come
a Nazareth, tra splendidi affreschi quattrocenteschi, nebbie,
boschi, sentieri pastorali, Magi improbabili, fanciulli,
greggi. Gesù torna tra gli uomini in questo angolo
di mondo, come fece 2002 anni fa in un altro.
...
Gli
uomini sono gli stessi, l'ansia di divino, di pace,
di
purezza, è certo molto più grande.
Rivivere
quella natività è, oggi, cercare il messaggio
di
Cristo con disperazione. Le rovine della guerra di
allora
sono, forse, meno drammatiche delle rovine
morali
di oggi.
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Ecco
il valore del Presepe Vivente di Rivisondoli,
non
l'unico in Abruzzo e in Italia, ma il solo, ancora,
a
trasmettere un messaggio perenne e ogni anno più atteso.
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