Benvenuti nel Parco Nazionale della Majella

Flora

Senza pari il patrimonio di biodiversità vegetale della Majella: oltre 1800 specie vegetali censite, circa un terzo dell'intera flora italiana con elementi mediterranei, alpini, balcanici, pontici, illirici, pirenaici e artici. E' la faggeta a caratterizzare il paesaggio naturale dominante fino ai 1700 - 1800 metri, sovente arricchita nella composizione da altre specie quali tassi, agrifogli, sorbi e aceri nella Valle del Foro e nel Monte Pizzalto; Carpino nero e Orniello nel Morrone, Cerro, Tasso, e Agrifoglio e diverse specie fruttifere nel Porrara - Aventino, Acero di Lobelius e altre specie nei Monti Pizzi. Sulle vette e praterie d'alta quota, innevate da ottobre a giugno e nei valloni, hanno trovato l'ambiente ideale molte specie arrivate sulla Majella con le glaceazioni quaternarie e con il prosciugamento dell'Adriatico. Il successivo ritiro dei ghiacciai e il conseguente isolamento genetico ha determinato la differenziazione delle specie originarie in nuove specie e sottospecie, endemiche o subendemiche, che costituiscono, oggi, un patrimonio di valore incommensurabile.. Tra queste: Viola della Majella,

Ranuncolo magellense, Stella alpina dell'Appennino, Genziana magellense, Tarasacco glaciale, Aquilegia della Majella, Adonide distorta, Pinguicola di Fiori, Soldanella della Majella, Scarpetta di Venere, Androsace abruzzese, Sabina, Carice capillare, Centaurea di Tenore e tante altre. Nella fascia fitoclimatica compresa tra i 1700 e i 2300 metri, domina incotrastato il Pino mugo, con le formazioni - mughete - più estese dell'Appennino, spesso accompagnato da altre specie arbustive quali il Ginepro nano, il raro Sorbo alpino, l'Uva d'orso, la Sabina, il Mirtillo e tante altre. Ad arricchire la flora del massiccio, contribuiscono preziose specie mediterranee che, proprio nei settori più caldi della Majella, raggiungono in Italia il limite di distribuzione settentrionale, come Leccio e Acero di Lobelius. L'albero più interessante della Majella è certamente il Pino nero italico, spontaneo sulla Majella, dove è localizzato sulle rocce più inacessibili di Cima della Stretta, Vallone di Macchialunga e la Valle dell'Orfento.

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