Benvenuti nel Parco Regionale Sirente Velino

 

 

Orografia

Ricadono nel territorio del Parco due grandi allineamenti montuosi (i gruppi del Velino e del Sirente) con orientamento ovest-est, nonché una serie di gruppi montuosi di una certa rilevanza, estesi altopiani, e numerose valli. La maggior parte del territorio del Parco è costituito da montagne, con cime elevate come il Velino 2.486 m, il California 2.409 m, Punta Trento 2.234 m, il Sirente 2.348 m. La catena del Sirente, lunga circa 20 km, inizia da Rovere, nell’altopiano delle Rocche, a circa 1.400 metri di quota, e sovrastando da sud i Prati del Sirente e i Piani di Canale, continua verso sud-est con il Colle di Mandra Murata (1.949 m), Punta Macerala (2.258 m), culmina con il Monte Sirente (2.348 m), ridiscende, in un lungo ed ondulato crinale, verso sud-est con il Monte di Canale (2.207 m), il Monte S.Nicola (2.012 m), che, dopo aver disegnato un semicerchio in direzione ovest, torna ad orientarsi verso sud-est con il Monte Rimagi (1.321 m) e il Monte Ventrino (1.507 m), digradando fino a Forca Caruso (1.107 m). Caratteristica della catena è l’evidente dissimmetria nei due versanti. Il versante orientale, solcato da ampi canaloni di origine glaciale (Valle Inserrata o Canale Majore, Valle Lupara, Valle Neviera, Canalone S. Vincenzo e Canalone di monte di Canale), scende a strapiombo sulle faggete che prospettano l’Aterno e la Valle Subequana. Al contrario, il versante sud della catena, ondulato e cosparso di doline, di costoni e numerosissimi cocuzzoli di altitudine

tra i 2.000 ai 1.600 metri, separati da valli e vallate, scende molto gradatamente verso la Valle d’Arano e il sistema di prati (Gusano, di Cerro, Mandriti, la Difesa, ecc., tra i 1.000 e i 1.500 metri i quota), che la separano dal Monte Etra. Quest’ultimo (1.818 m), che insieme con un gruppo di monti di 1.500-1.800 metri di quota (M. della Revecena, M. Savina, M. Secino, è l’ultimo contrafforte occidentale del gruppo, forma un allineamento montuoso di orientamento nord-sud, che è delimitato dal Vallone dei Curti a nord, verso Ovindoli, mentre verso occidente strapiomba nella Valle d’Arano, e quindi nel canyon delle Gole di Celano; questo lo separa dalla Serra di Celano, che, con il M. Tino sfiora i duemila metri d’altitudine (1.923 m). Il Gruppo del Velino occupa l’intera area a sud-ovest del Parco. Il massiccio appare da sud come un’erta e nuda parete a tre punte (M. Sevice, 2.331 m; M. Velino, 2.486 m, terza cima dell’Appennino, e M. Cafornia, 2.409 m), si estende su un’area molto vasta, raggiungendo i Monti della Duchessa (fuori dei confini regionali) verso nord-ovest ed essendo delimitato a nord dal Monte Bicchero (2.161 m). Da quest’ultimo, i due monti Velino e Cafornia sono separati dal tratto centrale di un ampio solco di origine glaciale che assume forme e denominazioni differenti andando verso ovest e verso est. Nel tratto occidentale, esso si indirizza inizialmente verso nord-ovest, da dove, dopo il Capo di Teve, divenuto Vallone di Teve, continua poi verso ponente per diversi chilometri fino all’abitato di Cartore ( in territorio laziale, e quindi fuori dal Parco, nel gruppo della Duchessa), segnando nel suo ultimo tratto anche il confine amministrativo tra Abruzzo e Lazio. Nel tratto ad est del Monte Bicchero, invece, il solco disegna un ampio semicerchio in direzione est, poi sud (la Valle Maielama): insinuatosi inizialmente tra il sistema di coste del Capo di Pezza e della Costa Stellata a nord e la Cimata Costa dei

Cavalli a sud (Valle Bicchero), si indirizza poi verso sud, lasciandosi a destra la Selva del Coco e a sinistra la Costa della Sentina, e, diventato Valle di Terra Nera, confluisce nel piano che ospita l’abitato di Forme.La Valle Maielama, raro esempio appenninico di valle “ad U”, separa il Velino ad est dai Monti della Magnola, posti tra i due gruppi montuosi principali (Sirente e Velino). Il blocco costituisce un allineamento dall’orientamento nord-sud, che ricalca grosso modo quello della valle: partendo infatti dal Costone della Cerasa, parallelo alla Costa Stellata, asseconda il semicerchio disegnato dalla valle, mantenendosi sempre su quote superiori ai 2.000 m, e, toccata nella vetta più alta 2.220 m, si indirizza verso oriente, terminando col M. Freddo (1.854 m). Il versante sud dei monti digrada su Ovindoli e l’Altopiano delle Rocche ad est, scende con erti pendii sul ripiano di Forme e con dolce declivio nella valle di San Potito a sud (e di qui sul Fucino). Il versante nord, attraverso un sistema di monti e coste (Cota dei Vecchi, Costa Cerasole, Costa della Tavola), digrada invece sui Piani di Pezza. I Piani di Pezza, piano carsico posto a quota 1.400-1500 m, separano i Monti della Magnola da un sistema di bellissimi anfiteatri glaciali e numerose morene, resti degli imponenti ghiacciai che ricoprivano questi monti nel Pleistocene. Il vasto sistema montuoso che ne deriva ha una collocazione geografica non ben definita, essendo tutto o in parte a volte attribuito al gruppo del Velino, a volte considerato di confine con quello di Monte Ocre. A dispetto di ciò, riveste una certa importanza,sia perché le sue vette principali (Monte Rotondo, M. Puzzillo, M. Cornacchia) 

sono tutte sopra i 2.000 m, sia soprattutto perché si estende in una superficie abbastanza vasta verso nord-est fino al Bosco di Cerasolo (confine del Parco e, per un tratto, confine regionale), e verso nord fino alle falde del M. Orsello (del gruppo della Duchessa, fuori del territorio del Parco) e, attraverso un sistema di innumerevoli rilievi di quota compresa tra i 1.500 e i 1.600 meti di alitudine, non a caso denominato i Centomonti, digrada sul piano di Campo Felice. Questo piano carsico, oggi importante stazione sciistica, separa il gruppo appena citato da quello del M. Ocre (2.204 m), comprendente anche il M. Cagno (2153 m) e il M. Cefalone (2142 m), che occupa l’orlo settentrionale del vasto Altopiano delle Rocche (e del Parco) e, con il suo tipico andamento dell’Appennino, prolungato da nord-ovest verso sud-est, si affaccia sulla conca aquilana e la media valle dell’Aterno. Incastonato tra tre dei gruppi principali (quello del M. Ocre a nord, quello della Magnola e de Velino ad ovest e quello del Sirente ad est) si trova l’Altopiano delle Rocche, vasto comprensorio, di forma quasi ellittica, con l’asse maggiore diretto da nord-est a sud-ovest, di circa 290 kmq, sito ad una quota altimetrica media di 1.300 metri s.l.m., costituito da tre piani contigui disposti da Sud a Nord (Piano di Ovindoli, Campo di Rovere e Prata di Rocca di Mezzo).

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