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Domenica di Resurrezione .... "La Madonna che scappa in piazza"
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La nascita della sacra rappresentazione della mattina di Pasqua, non è facilmente databile. Esiste nella sede della Confraternita di Santa Maria di Loreto una fotografia che sembra sia stata scattata in occasione della "corsa" del 1860, ma la rappresentazione è comunque senz'altro anteriore al 1800, tanto che vi sono documenti attestanti che una statua della "Madonna che scappa" era custodita fin dalla fine del '700 nella Cappella di casa Alicandri-Ciufelli, situata nei pressi della chiesa di San Filippo. Inoltre, sempre nello stesso periodo, secondo diversi studiosi cade in disuso la Processione del Cristo Risorto che i Trinitari eseguivano fino alla Fontana del Vecchio, al limite del proprio àmbito territoriale verso Sud, proprio perché messa in ombra dalla "Madonna che scappa in piazza" e relativa Processione a cura dei Confratelli Lauretani. Con l'andare del tempo, poi, la riproposizione dell'incontro tra Maria ed il Figlio risorto si è andata vieppiù perfezionando, tanto da essere giunta, ai nostri giorni, a livelli di suggestività invidiabili. Ma dietro quei dodici-quindici secondi di corsa, c'è un lavoro, una dedizione, una preparazione che durano tutto un anno, nulla è lasciato al caso, tutto è previsto, programmato e preparato con largo anticipo, a cominciare dal 28 aprile, festa del Patrono, in occasione della quale, i "fac- totum" Sagrestani d'Onore iniziano ad accumulare presenze e meriti anche per il sorteggio o l'assegnazione delle varie mansioni inerenti la funzione della "Madonna che scappa in piazza". Ma è comunque dal Lunedì della Settimana Santa che si concretizza la preparazione di questa ormai celebre rappresentazione pasquale. La sera del Lunedì Santo vi è il sorteggio; subito dopo, normalmente il Mercoledì successivo, i quattro sorteggiati per la corsa, sotto la guida del Capo Sagrestano cui spetta per regolamento fare da guida anche in piazza la mattina di Pasqua, effettuano le prove della corsa stessa, in modo da poter scoprire e correggere eventuali imperfezioni ed insicurezze. Tali prove hanno luogo all'interno della chiesa parrocchiale, lungo la navata a destra rispetto a chi guarda l'altare maggiore, e durano fino a quando la partenza, la corsa e l'arrivo sono perfettamente coordinati. Nessuno è ammesso ad assistervi, al di fuori degli interessati e dei componenti del Consiglio di Amministrazione in carica. Terminate le prove, la statua della Madonna viene risistemata all'interno della Cappella della Confraternita, cui si accede attraverso un cancello vetrato posto a destra del presbitério. Essa viene collocata al centro della Cappella ed il giorno successivo, Giovedì Santo, viene "acconciata" con l'abito nero da lutto, lo stesso che cadrà la mattina di Pasqua al momento dell'inizio della corsa. Tale incombenza è prerogativa, ormai da decenni, della famiglia D'Eramo di Sulmona, i cui componenti maschi si tramandano il modo tutto particolare, ovviamente segreto, di sistemare il manto nero, composto da più pezzi di stoffa uniti con un intricato sistema di fili e cuciture. Così preparata, la Madonna attende il pomeriggio del Venerdì Santo, quando verrà portata in Processione al seguito del Figlio Morto. II Cristo Morto della Confraternita di Santa Maria di Loreto è rappresentato da una statua polìcroma in legno risalente al 18° secolo, di autore ignoto, quasi sicuramente di scuola napoletana, cui sono da attribuire anche tutte le altre statue di proprietà dell'Ente: il Cristo Risorto, San Giovanni, San Pietro, diverse altre statue di Santi vari ormai accantonate, e la stessa "Madonna che scappa", che è però composta per ovvi motivi solo da testa, mani ed una intelaiatura di legno rivestita da un abito verde con ricami dorati di pregevole fattura e adornata da una preziosa corona d'argento lavorato. Alla mestizia del Venerdì segue il momento intimo e suggestivo del sabato: a sera, alla luce delle candele dei fedeli che l'accompagnano, Maria lascia la chiesa della Tomba alla volta di S.Filippo, dove trascorrerà la notte in attesa dell' annuncio della resurrezione. La mattina di Pasqua, alle 10 comincia presso la chiesa parrocchiale la Santa Messa, officiata per consuetudine dal Vescovo di Sulmona-Valva. Una volta conclusa la Santa Messa, i confratelli lauretani, recando le immagini di Gesù Risorto e dei Santi Pietro e Giovanni (ultimi superstiti di una lunga teoria di statue che sino al secolo scorso accompagnavano il Cristo), muovono dalla chiesa della Tomba alla volta di Piazza Garibaldi; che intanto si è riempita di gente. Sui balconi, sui terrazzi, alle finestre prospicenti la piazza, sul plateatico della stessa, sull'antica gradinata che immette in Corso Ovidio, perfino sull'acquedotto medioevale: tutto è gremito di spettatori come in un grande teatro all'aperto. All'arrivo della Processione, dunque, il teatro è già tutto stipato in ogni ordine di posti. La statua del Cristo Risorto viene sistemata su di un basamento rialzato, situato sotto un'arcata dell'acquedotto svevo, nel punto diametralmente opposto alla chiesa di S. Filippo. Manca non molto al mezzogiorno quando ha inizio la rappresentazione della "Madonna che scappa in piazza". Le statue di San Pietro e San Giovanni si avviano lentamente, sempre appaiate, alla volta della chiesa di San Filippo. Giunte all'inizio di Via Margherita, ripida stradina su cui prospetta la facciata principale della chiesa, San Pietro si arresta: sarà il solo San Giovanni che, per primo, andrà a dare l'annuncio della Resurrezione a Maria. La leggenda vuole però che Maria non creda a questo primo annuncio: San Giovanni torna perciò indietro, amareggiato. Tocca quindi a San Pietro salire per confermare che sì, il Figlio è proprio risorto: esci, Maria e vallo ad abbracciare!....Ma la Madonna, che non ha creduto a Giovanni, l'Apostolo prediletto, potrà mai credere a Pietro che addirittura è, per concezione popolare, "lu fauzòne" (falso, bugiardo) per via delle tre volte che rinnegò Gesù? Certo no! E allora di nuovo torna San Giovanni a pregare Maria di credergli: Madre tuo figlio è davvero risorto, ti aspetta, corri ad abbracciarlo! E, finalmente, Maria si lascia convincere ed apre la porta...Ella lascia la chiesa per muovere verso il Figlio con passo lento e cadenzato. È solo all'altezza del "Fontanone" (bellissima fontana monumentale in pietra posta al centro di Piazza Garibaldi) che Maria riconosce il Figlio e scappa per riabbracciarlo. È il momento più atteso dalla folla dei fedeli. I portatori sollevano la statua della Vergine e danno vita a una frenetica corsa, dalla statua della Madonna cade il manto nero che l'avvolgeva svelando una veste verde ricamata in oro, la mano che stringeva il fazzoletto ora impugna una rosa di colore rosso e dodici colombi bianchi si levano in volo. Dal modo in cui si svolge la corsa e cade il velo e dal volo dei colombi si traggono auspici per la vita sociale della città e dei paesi circostanti. Bibliografia: La Confraternita di S.Maria di Loreto a Sulmona - Umberto Abruzzese. Pasqua a Sulmona - Giuseppe Papponetti |
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